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<channel><title><![CDATA[tizianametitieri.net - Notizie]]></title><link><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie]]></link><description><![CDATA[Notizie]]></description><pubDate>Sat, 06 Jun 2026 11:30:41 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[La disconnessione dai social non basta per stare meglio]]></title><link><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/la-disconnessione-dai-social-non-basta-per-stare-meglio]]></link><comments><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/la-disconnessione-dai-social-non-basta-per-stare-meglio#comments]]></comments><pubDate>Mon, 10 Mar 2025 06:24:53 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.tizianametitieri.net/notizie/la-disconnessione-dai-social-non-basta-per-stare-meglio</guid><description><![CDATA[&nbsp;Notizie che non trovi perch&eacute; non sono spaventevoli Ancora dati che provano che disconnettersi dai social per una settimana non ha alcun effetto psicologico positivo: &egrave; stata pubblicata una revisione sistematica e metanalisi che mette insieme le poche ricerche decenti sul tema - 13 hanno superato la selezione - condotte su persone adulte staccatesi dai social per una settimana o pi&ugrave; (massimo 4).Ebbene la disconnessione temporanea non funziona. Non &egrave; questa la sol [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><span>&nbsp;Notizie che non trovi perch&eacute; non sono spaventevoli </span><br /><br /><span>Ancora dati che provano che disconnettersi dai social per una settimana non ha alcun effetto psicologico positivo: &egrave; stata pubblicata una revisione sistematica e metanalisi che mette insieme le poche ricerche decenti sul tema - 13 hanno superato la selezione - condotte su persone adulte staccatesi dai social per una settimana o pi&ugrave; (massimo 4).</span><br /><br /><span>Ebbene la disconnessione temporanea non funziona. Non &egrave; questa la soluzione se si vuole stare meglio. Non &egrave; questo l'inganno da accettare per non pretendere interventi pi&ugrave; efficaci a livello psicologico, sociale e economico.</span><br /><br /><span>Tuttavia, si tratta di risultati che si discostano dalla narrazione allarmistica sui social media e, pertanto, non fa notizia e non sono commentati dal gruppo di opinionisti pubblici esperti usualmente attivo nella diffusione del panico morale.</span><span> Eppure sono risultati importanti e vanno aggiungere un mattoncino alla costruzione di conoscenze suegli effetti positivi, neutri o negativi dei social media.</span><br /><br /><span>Dall'articolo:</span><br />&ldquo;I risultati di questa meta-analisi suggeriscono che l'astinenza dai social media non ha un impatto sul benessere individuale. L'astensione temporanea dai social media potrebbe quindi non essere il metodo di disconnessione pi&ugrave; efficace per migliorare la propria salute mentale&rdquo;.<br /><br /><span>L'articolo della ricerca</span> &egrave; a questo link: <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-025-90984-3?fbclid=IwY2xjawI7Zi1leHRuA2FlbQIxMAABHWoRGfOAWSmWH7kX7bnfwTADGo3gvW5erOU7fv44sV8XMmOl1x00hiaxYA_aem_jch0s-5Mej97qi-ljgaofw" target="_blank">The effects of social media abstinence on affective well-being and life satisfaction: a systematic review and meta-analysis</a><br><br></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-medium " style="padding-top:5px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:10px;text-align:right"> <a> <img src="https://www.tizianametitieri.net/uploads/4/5/0/0/45002229/scientificreportssocialmedia2025_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[No, non sappiamo abbastanza dell'impatto dell'uso dei social media sul rendimento scolastico]]></title><link><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/no-non-sappiamo-abbastanza-dellimpatto-delluso-dei-social-media-sul-rendimento-scolastico]]></link><comments><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/no-non-sappiamo-abbastanza-dellimpatto-delluso-dei-social-media-sul-rendimento-scolastico#comments]]></comments><pubDate>Sat, 01 Mar 2025 09:01:03 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.tizianametitieri.net/notizie/no-non-sappiamo-abbastanza-dellimpatto-delluso-dei-social-media-sul-rendimento-scolastico</guid><description><![CDATA[Sono giorni che una "ricerca pionieristica" circola tra le notizie come fosse la scoperta del millennio e dimostra solo che se rimanendo nella narrazione allarmistica dominante nessuno chieder&agrave; la trasparenza sui dati ma tutti ne parleranno.La ricerca in questione &egrave; EYES UP - EarlY Exposure to Screens and Unequal Performance.In primo luogo di questa ricerca si legge sui giornali da un paio d'anni. Sembra proprio che non potesse portare ad altri risultati che questi (vizio del pregi [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><span>Sono giorni che una "ricerca pionieristica" circola tra le notizie come fosse la scoperta del millennio e dimostra solo che se rimanendo nella narrazione allarmistica dominante nessuno chieder&agrave; la trasparenza sui dati ma tutti ne parleranno.<br /><br />La ricerca in questione &egrave; EYES UP - EarlY Exposure to Screens and Unequal Performance.</span><br /><br /><span>In primo luogo di questa ricerca si legge sui giornali da un paio d'anni. Sembra proprio che non potesse portare ad altri risultati che questi (vizio del pregiudizio: troviamo solo quello che vogliamo trovare).</span><br /><span>In secondo luogo non esiste una pubblicazione su rivista scientifica che possa fare visionare il dettaglio dei metodi e delle analisi statistiche (vizio dell'inaccessibilit&agrave;: comunichiamo solo quello che vogliamo nonostante siamo tenuti a essere trasparenti).</span><br /><span>In terzo luogo, da quel poco che viene descritto si tratta di dati ottenuti da oltre 6000 questionari che sappiamo avere una affidabilit&agrave; limitata e quanto riportato viene poi in qualche modo messo in relazione con i dati INVALSI (vizio dell'accumulo dei dati: raccogliamo tutti i dati che servono a dimostrare l'ipotesi di partenza e la difendiamo).</span><br /><span>In quarto luogo, un'associazione di fenomeni non &egrave; una spiegazione. Non sappiamo nulla dei fattori raccolti e non sappiamo la direzionalit&agrave; dell'associazione tra fenomeni e men che meno di altri fattori in gioco (vizio della flessibilit&agrave; nascosta: conduciamo le analisi statistiche solo in una direzione e usiamo tutti i dati che ci portano alla significativit&agrave; a conferma dell'ipotesi di partenza).</span><br /><span>La comunicazione scientifica in psicologia dovrebbe rifuggire il sensazionalismo e la parzialit&agrave; proprio per gli effetti che pu&ograve; avere sulla salute di adolescenti e sulle politiche pubbliche (vizio dell'esagerazione dei risultati in un comunicato stampa e conseguente amplificazione in una copertura mediatica selettiva).</span><br /><br /><span></span></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Vietare i telefoni a scuola non migliora il benessere psicologico]]></title><link><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/vietare-i-telefoni-a-scuola-non-migliora-il-benessere-psicologico]]></link><comments><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/vietare-i-telefoni-a-scuola-non-migliora-il-benessere-psicologico#comments]]></comments><pubDate>Mon, 10 Feb 2025 06:31:01 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.tizianametitieri.net/notizie/vietare-i-telefoni-a-scuola-non-migliora-il-benessere-psicologico</guid><description><![CDATA[Non c'&egrave; nessun clamore sui media per&ograve; riguardo alla notizia di questo studio perch&eacute; non conferma la narrazione allarmistica dominante. Un qualsiasi moscerino sussurri che social media e smartphone distruggono le generazioni conquista pagine e post e editoriali, nel migliore dei casi viene usato per convalidare un dibattito invocato solo per consolidare la narrazione autoritaria ("vietare!") che sfrutta il tecnodeterminismo.Uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet da Vi [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><br /><br /><span>Non c'&egrave; nessun clamore sui media per&ograve; riguardo alla notizia di questo studio perch&eacute; non conferma la narrazione allarmistica dominante. </span><br /><span>Un qualsiasi moscerino sussurri che social media e smartphone distruggono le generazioni conquista pagine e post e editoriali, nel migliore dei casi viene usato per convalidare un dibattito invocato solo per consolidare la narrazione autoritaria ("vietare!") che sfrutta il tecnodeterminismo.</span><br /><span>Uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet da Victoria Goodyear e colleghi dell'Universit&agrave; di Birmingham dal titolo </span><em><a href="https://www.thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762(25)00003-1/fulltext?fbclid=IwY2xjawIWfPNleHRuA2FlbQIxMAABHbRqzyXI7_j8juoWZqa70SAPWCMXAnQSOqUC6vFKDi_iQo1eDOuJkBEUbA_aem_HFFvBgww1c09iSlH5fzCMQ" target="_blank">School phone policies and their association with mental wellbeing, phone use, and social media use (SMART Schools): a&nbsp;cross-sectional observational study</a></em><span> ha confrontato un campione di scuole britanniche che restringono l'uso dei telefoni con un campione di quelle permissive.<br /><br />Un consistente numero di studenti di 30 scuole secondarie (oltre 800 studenti per le restrittive e 400 per le permissive) hanno partecipato allo studio che registrava il tempo trascorso su telefono e social media nei giorni di scuola e nei weekend e diversi aspetti di benessere.</span><br /><br /><span>I risultati hanno dimostrato che le restrizioni non hanno alcun effetto sul tempo trascorso su telefoni e social media e non hanno benefici sul benessere psicologico. Chi riferiva si usare di pi&ugrave; telefoni e social media riferiva anche meno benessere ma questo era indipendente dalle scuole.</span><br /><span>Tuttavia, questa &egrave; tipicamente un'associazione bidirezionale: posso stare di pi&ugrave; sul telefono se ho pensieri negativi e non mi sento socialmente inserito. Inoltre, i dati sono autoriferiti e possono quindi contenere sovrastime e sottostime.</span><br /><br /><span>Si tratta del primo studio che ha cercato di misurare gli effetti delle politiche dei divieti d'uso dei telefoni nelle scuole in un ampio campione di scuole .</span><br /><span>Per questo motivo dovrebbe avere risalto nel discorso pubblico.</span><br /><span>A meno che non si voglia continuare a fornire solo le informazioni allarmistiche.</span><br /><br /><span>Proporre regole per l'uso dei telefoni in classe &egrave; un approccio educativo portato avanti da anni e che aiuta a stabilire abitudini funzionali di gestione delle diverse attivit&agrave;. Usare lo slogan del divieto (riflesso trasversale ai partiti politici) &egrave; strumentale a una narrazione in cui il legislatore paterno deve intervenire per proteggere i pi&ugrave; giovani dall'essere controllati dalla tecnologia cattiva dato che non sono ritenuti capaci di regolarsi.<br /><br />Ne ho parlato con Anna Cortelazzo su Il Bo Live, <a href="https://ilbolive.unipd.it/node/20871" target="_blank"><strong>Cellulari a scuola: vietarli non funziona</strong></a></span><br></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Nel cervello di Robin Williams]]></title><link><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/nel-cervello-di-robin-williams]]></link><comments><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/nel-cervello-di-robin-williams#comments]]></comments><pubDate>Mon, 03 Oct 2016 11:47:05 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.tizianametitieri.net/notizie/nel-cervello-di-robin-williams</guid><description><![CDATA[Susan Schneider Williams, moglie di Robin Williams, ha pubblicato un articolo - The terrorist inside my husband's brain - su Neurology, la prestigiosa rivista dell'Accademia Americana di Neurologia.Si tratta di un Editoriale toccante e competente che mi ha colpito per tre aspetti:- l'autrice lancia un appello a tutti e un incitamento alla comunit&agrave;&nbsp; di ricercatori e lo fa da un'importante rivista scientifica che diventa promotrice di una campagna di sensibilizzazione partita da una ca [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Susan Schneider Williams, moglie di Robin Williams, ha pubblicato un articolo -<em> <a href="http://m.neurology.org/content/87/13/1308.full" target="_blank">The terrorist inside my husband's brain</a> -</em> su <em>Neurology</em>, la prestigiosa rivista dell'Accademia Americana di Neurologia.<br /><br />Si tratta di un Editoriale toccante e competente che mi ha colpito per tre aspetti:<br /><br />- l'autrice lancia un appello a tutti e un incitamento alla comunit&agrave;&nbsp; di ricercatori e lo fa da un'importante rivista scientifica che diventa promotrice di una campagna di sensibilizzazione partita da una <em>caregiver</em>; <em>I know you have accomplished much already in the areas of research and discovery toward cures in brain disease. And I am sure at times the progress has felt painfully slow. Do not give up. </em><br /><br />- i viaggi alla ricerca di una diagnosi, da uno specialista all'altro e da un centro all'altro, l'affidarsi a vari e infruttuosi tentativi terapeutici rappresentano un'esperienza uguale per tutti quando si &egrave; colpiti da una complessa malattia neurologica o psichiatrica;<br /><br />- il nostro sistema sanitario nazionale &egrave; stato il primo ad attivare nel 2000, in tutte le regioni, gli ambulatori specialistici per la valutazione delle demenze (UVA). Lo disprezziamo troppo spesso o restiamo indifferenti al continuo taglio di servizi. Dovremmo fare invece in modo che migliori, per continuare a garantire a tutti competenza e interdisciplinariet&agrave;: il neurologo, il geriatra, il neuropsicologo, sono alcune delle figure essenziali nella diagnosi e nella cura delle demenze, che possono colpire anche in giovane et&agrave;. Con cura intendo il complesso di terapia farmacologica, riabilitazione cognitiva, stimolazione sensoriale, interventi psicosociali e assistenza, volti ad alleviare i sintomi.<br /><br />Fosse stato in Italia, Robin Williams avrebbe avuto una diagnosi in tempi pi&ugrave; brevi?<br />Credo di s&igrave;. Ma questa &egrave; una di quelle domande impossibili: la risposta non cambia la realt&agrave;, pu&ograve; solo aiutare a vederla da altri punti di vista.<br /><br />Susan Schneider Williams aggiunge consapevolmente un'altra domanda impossibile...<br /><em>continua</em> <a href="http://neuropsicolab.blogspot.it/2016/10/nel-cervello-di-robin-williams.html" target="_blank">qui</a><br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le Donne della Psicologia: il libro.]]></title><link><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/le-donne-della-psicologia-il-libro]]></link><comments><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/le-donne-della-psicologia-il-libro#comments]]></comments><pubDate>Tue, 07 Jun 2016 06:54:39 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.tizianametitieri.net/notizie/le-donne-della-psicologia-il-libro</guid><description><![CDATA[ Si tratta di dieci donne della storia della psicologia e di una delle loro opere, con citazioni di alcuni passaggi e una breve descrizione dell'impatto che ciascuna opera ha avuto sulla ricerca psicologica.Le ho raccolte in un libro in autopubblicazione per Amazon, disponibile su carta e in&nbsp;&nbsp; ebook: Toletta con chimografo: Le Donne della psicologia 1896-1934.&#65279;Questa storia racconta di dieci donne nate sul finire del 1800, che hanno scritto importanti contributi nell'ambito dell [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:right;height:63px'></span><span style='display: table;width:152px;position:relative;float:right;max-width:100%;;clear:right;margin-top:20px;*margin-top:40px'><a><img src="https://www.tizianametitieri.net/uploads/4/5/0/0/45002229/5581928.jpg?136" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Immagine" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><font size="3">Si tratta di dieci donne della storia della psicologia e di<span><span><span><span> una delle loro opere, con citazioni di alcuni passaggi e una breve descrizione dell'impatto che ciascuna opera ha avuto sulla ricerca psicologica.</span></span></span></span><br /><br /><span><span><span><span><span>Le ho raccolte in</span> un libro in autopubblicazione per Amazon, disponibile su carta e in&nbsp;&nbsp; ebook: <strong><a href="https://www.amazon.it/dp/B01G1HHPLW/ref=cm_sw_r_tw_dp_u9gsxb56MPDWV" target="_blank">Toletta con chimografo: Le Donne della psicologia 1896-1934</a>.</strong><br /><br /><strong><span>&#65279;</span></strong></span></span></span></span><em>Questa storia racconta di dieci donne nate sul finire del 1800, che hanno scritto importanti contributi nell'ambito della psicologia e che presto sono cadute nell'oblio.<br />&nbsp;</em><br />L'indice delle 10 pioniere e delle loro opere con le rispettive immagini &egrave; in questo post: <a href="http://neuropsicolab.blogspot.it/2016/05/le-donne-della-psicologia-il-libro.html" target="_blank">Le Donne della psicologia: il libro</a>.<br /><br />Buona lettura!</font></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[My Beautiful Broken Brain, una storia di afasia]]></title><link><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/my-beautiful-broken-brain-una-storia-di-afasia]]></link><comments><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/my-beautiful-broken-brain-una-storia-di-afasia#comments]]></comments><pubDate>Sat, 26 Mar 2016 05:48:07 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.tizianametitieri.net/notizie/my-beautiful-broken-brain-una-storia-di-afasia</guid><description><![CDATA[La storia di Lotje, colpita a 34 anni da un ictus.Le cure intensive, l'afasia nella produzione con difficolt&agrave; a trovare e dire le parole, la riabilitazione neuropsicologica, la stimolazione magnetica transcranica, le crisi epilettiche, la terapia antiepilettica, la logopedia, la sua vita, in un documentario prodotto da David Lynch.Il trailer:https://www.youtube.com/watch?v=UCNfKHghqNE&amp;feature=youtu.be [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><font size="4">La storia di Lotje, colpita a 34 anni da un ictus.<br />Le cure intensive, l'afasia nella produzione con difficolt&agrave; a trovare e dire le parole, la riabilitazione neuropsicologica, la stimolazione magnetica transcranica, le crisi epilettiche, la terapia antiepilettica, la logopedia, la sua vita, in un documentario prodotto da David Lynch.<br />Il trailer:<br /><a target="_blank" href="https://www.youtube.com/watch?v=UCNfKHghqNE&amp;feature=youtu.be">https://www.youtube.com/watch?v=UCNfKHghqNE&amp;feature=youtu.be</a></font><br></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Alfred Binet, pioniere della psicologia e... scrittore dell'orrore!]]></title><link><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/alfred-binet-pioniere-della-psicologia-e-scrittore-dellorrore]]></link><comments><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/alfred-binet-pioniere-della-psicologia-e-scrittore-dellorrore#comments]]></comments><pubDate>Tue, 02 Feb 2016 09:05:53 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.tizianametitieri.net/notizie/alfred-binet-pioniere-della-psicologia-e-scrittore-dellorrore</guid><description><![CDATA[Alfred Binet ha dato inizio alla misura strutturata dell'intelligenza; ha dato inizio a percorsi educativi speciali per bambini con disabilit&agrave;; ha scritto di molti temi della psicologia.In pi&ugrave; &egrave; stato un mestro dell'horror!Difatti, &egrave; stato co-autore, assieme al Principe del Terrore, Andr&eacute; de Lorde, di diverse opere teatrali dell'orrore, rappresentate ai primi del '900 a Parigi al Grand Guignol.Tutto ben raccontato (in inglese) da Romeo Vitelli nel post The Horr [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph" style="text-align:left;"><font size="3"><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_Binet" target="_blank">Alfred Binet</a> </strong>ha dato inizio alla misura strutturata dell'intelligenza; ha dato inizio a percorsi educativi speciali per bambini con disabilit&agrave;; ha scritto di molti temi della psicologia.<br />In pi&ugrave; &egrave; stato un mestro dell'horror!<br />Difatti, &egrave; stato co-autore, assieme al Principe del Terrore, Andr&eacute; de Lorde, di diverse opere teatrali dell'orrore, rappresentate ai primi del '900 a Parigi al Grand Guignol.<br />Tutto ben raccontato (in inglese) da Romeo Vitelli nel post</font><em> <a href="http://drvitelli.typepad.com/providentia/2016/01/the-horrifying-alfred-binet.html" target="_blank"><font size="3">The Horror of Alfred Binet.</font></a></em></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Attenzione alle nuvole]]></title><link><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/attenzione-alle-nuvole]]></link><comments><![CDATA[https://www.tizianametitieri.net/notizie/attenzione-alle-nuvole#comments]]></comments><pubDate>Tue, 02 Feb 2016 08:55:41 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.tizianametitieri.net/notizie/attenzione-alle-nuvole</guid><description><![CDATA[L'AIDAI Toscana - Associazione Italiana Disturbi Attenzione e Iperattivit&agrave; - bandisce un Concorso fotografico a premi: "Concentrazione sulle nuvole: scatta, racconta e invia la tua attenzione!" per bambini e ragazzi della Toscana, dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di primo grado.L'associazione promuove un cambio di direzione dello sguardo:"I bambini e ragazzi sono sempre pi&ugrave; abituati a concentrarsi su qualcosa di elettronico (computer, smarthphone, tablet) o cartace [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph" style="text-align:left;"><font color="#000"><font size="3"><font color="#000">L'AIDAI Toscana - <em>Associazione Italiana Disturbi Attenzione e Iperattivit&agrave;</em> - bandisce un </font><strong><font color="#094df2"><font color="#050609">Concorso fotografico a premi</font><font color="#2a2a2a">:</font> "Concentrazione sulle nuvole: scatta, racconta e invia la tua attenzione!"</font> </strong>per bambini e ragazzi della Toscana, dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di primo grado.<br />L'associazione promuove un cambio di direzione dello sguardo:<br /><em>"I bambini e ragazzi sono sempre pi&ugrave; abituati a concentrarsi su qualcosa di elettronico (computer, smarthphone, tablet) o cartaceo (libri) che dista poco pi&ugrave; di 40 cm dai propri occhi. Proponendo ai ragazzi di osservare il cielo, li invitiamo ad esercitare la messa a fuoco in un ampio campo visivo".</em><br />Come partecipare?</font><br /><font size="3">Basta fotografare, raccontare e spedire!<br /><br /><font color="#000">Tutte le informazioni sono sul sito <a target="_blank" href="http://www.aidaiassociazione.com/">http://www.aidaiassociazione.com/</a><br />La scadenza &egrave; il 29 marzo 2016!</font></font></font></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>